L’esperienza clinica mostra che, la discordia tra ex coniugi, dove non risolta ma tendente a cronicizzarsi, ricade sui figli che, non riuscendo a tollerare il conflitto, finiscono per ‘schierarsi’ con un genitore, allontanando l’altro. Sempre più di frequente arrivano alla osservazione degli operatori del settore, giuridici e psicologici, storie familiari caratterizzate da una interruzione dei rapporti tra i figli ed il genitore non convivente, come effetto di una discordia genitoriale che assume sempre più caratteristiche di insanabilità.

La presa in carico di tali situazioni implica sempre un lavoro con gli adulti coinvolti per risintonizzarsi sulla sofferenza dei figli, esposti alle loro vicende conflittuali al punto da sentire come ‘preferibile’ la rinuncia al rapporto con uno dei due, pur di non sentirsi al centro delle battaglie tra i genitori.
L’art. 155 del Codice Civile, dispone che “Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con entrambi’.
Gli spazi neutri sono tra le risorse utili al mantenimento o alla ricostruzione della relazione tra genitori e figli, in situazioni di conflittualità patologica ed allontanamento della prole da uno dei genitori.
Gli Spazi Neutri d’incontro permettono il riavvicinamento relazionale ed emotivo tra genitori e figli che hanno subito un’interruzione del rapporto, a seguito di separazione, divorzio conflittuale e altre vicende di grave e profonda crisi familiare.
La neutralità è data sia dalla presenza di un operatore specializzato, avente funzione di osservazione e sostegno, sia dalla possibilità di incontrarsi in un luogo neutro e protetto dal conflitto genitoriale.
Nel modello di intervento e presa in carico sperimentato, solitamente, le richieste di spazio neutro giungono successive ad un percorso di Consulenza Tecnica d’Ufficio disposta dal Giudice. La collaborazione con colleghi CTU incaricati di svolgere la consulenza, permette una presa in carico tempestiva e, anche in questo caso, protetta, in quanto guidata dal Consulente Tecnico in collaborazione con eventuali consulenti di parte dei genitori.
Il percorso proposto e consolidato dalla pratica clinica, prevede un incontro preliminare di conoscenza con i genitori e definizione delle modalità con cui avverranno gli spazi neutri. Di prassi, questi avvengono inizialmente presso lo studio dell’operatore, con una durata ridotta, per favorire una ripresa graduale dei rapporti, nel rispetto della fatica emotiva dei minori coinvolti. In una fase successiva, l’organizzazione degli incontri si apre sia ad un lasso di tempo di durata maggiore che a contesti di vita più ‘naturali’, quali l’abitazione del genitore o luoghi di svago, contemporaneamente ipotizzando una presenza dell’operatore più ‘sfumata’, legata ai soli momenti di passaggio da un genitore all’altro.
Dopo l’incontro preliminare con la coppia genitoriale, segue l’incontro con il minore o i minori coinvolti, con finalità di conoscenza, accoglienza e chiarificazione del lavoro che verrà fatto insieme.
Sono previsti, infine, incontri in itinere coi genitori, per monitorare l’andamento degli spazi neutri ed accogliere vissuti ed osservazioni di entrambi.